Dove si trova la missione...

JavaScript must be enabled in order for you to use Google Maps.
However, it seems JavaScript is either disabled or not supported by your browser.
To view Google Maps, enable JavaScript by changing your browser options, and then try again.

Dalle lettere di Suor Eugenia...

"...non lasciatevi inchiodare dalle troppe visioni di morti:
la Vita avrà l’ultima parola..."
Suor Eugenia - Lettera Pasqua 2002

Notizie dall'Africa

MISNA - Missionary Service News Agency
Missionary Service News Agency. Notizie, servizi di approfondimento e reportage sul Sud del mondo. Database accessibile solo a pagamento
Scouting and Mission
PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Febbraio 2010 08:41

LETTERA DI SUOR EUGENIA - FEBBRAIO 2010

IMG_LETTERA_FEB2010

“In principio Dio diede agli uomini una tazza di argilla,  e da questa tazza essi bevvero la vita.

Tutti la immersero nell’acqua, ma le loro tazze erano diverse: ora la nostra è rotta, non c’è più”

Indiani Digger

Miei carissimi amici,

questa lettera doveva nascere per il mese di novembre, ma… “la tazza mi si è rotta”.

Doveva essere la lettera del Buon Natale… vorrei che fosse così perché Natale è tutte le volte che nasce un bimbo, perché vuol dire che Dio non è stanco di questa umanità.

E’ la lettera di un grazie.

Grazie a Suor Alba, la mia Madre Generale, che mi ha permesso di restare accanto al papà nella sua malattia e il suo ritorno alla casa del Padre, e mi permette tuttora di seguire quello che resta da fare.

Grazie a mio padre, per essere stato fino all’ultimo un padre ed un nonno. E qui vorrei dirvi una piccola storia. Una mia grande amica mi ha regalato un piccolo presepio. E così il 17 dicembre l’ho messo nell’ingresso… ma il 24 Gesù Bambino non si trova! Nel mio ordine sparso che ben conoscete, la scatola non la trovo!!! Sparito… Mi sentivo un po’ persa, fino a quando è arrivata un’amica di mia sorella e mi ha detto che non ce n’era bisogno, perché quest’anno Gesù Bambino era in un letto ammalato!

Grazie a tutti gli amici vicini e lontani (anche quelli dell’Africa) per la vicinanza, l’affetto e le preghiere.

Grazie alla piccola Serena, che ha rappresentato vicino a questo letto tutti i bambini a cui il papa aveva scritto una piccola lettera di Natale.

Grazie all’Africa, presente in Padre Fabien, che ha celebrato il funerale dandoci la riflessione che non era mio padre che ha avuto bisogno di noi, ma noi di lui.

Ma vedete, certi legami (e metteteci anche i vostri nonni) sono eterni, e non è una frase per rendere dolci i distacchi, ma è la certezza di “sarò con voi fino alla fine del mondo”, è una frase che dà la giusta dimensione nel partire e nel lasciare, nell’entrare e nell’uscire.

Ed è vera la frase di Don Lorenzo Milani: “Se perderai la vita dietro alle persone, troverai Dio come premio!”.

… E di nuovo Natale. E’ il mistero di un Bimbo, come la foto che ho messo all’inizio di un Natale fatto in Africa. Questo continente così bello e così sofferente. Una terra rossa, piena di speranza. Il Sinodo dei Vescovi Africani ha concluso dicendo “Alzati Africa, e cammina!”. Una terra a cui voi non fate mancare la vostra generosità (che ho visto volando di qua e di là), il vostro affetto e il vostro sacrificio.

Questo mondo così bello e così tragico ha bisogno di testimoni, non di maestri e, credetemi, ne ho incontrati tanti in questi mesi. Sono sempre dell’idea che vi dicevo un po’ di tempo fa: quando mi chiedete come va, rispondo “Grazie a Dio, nella nostra pochezza va bene”. Ci si confronta tante volte con la mia, con la nostra “incompiutezza”, sul male che ci stringe… ma si crede che Dio è capace ogni volta di plasmare questo fango di cui siamo fatti e di soffiare uno spirito che fa fiorire il deserto… Forse è per questo che in Africa ci sono i più grandi deserti e le più belle foreste.

Gesù ci precede e lavora. L’ho visto in tanti gruppi, in tanti visi nuovi e di lunga data. Siamo sempre in cerca della vera stella…

Quando parliamo che dobbiamo esercitarci di più nell’interdipendenza fra pensiero e azione… che cosa vuol dire se non l’arte di raccontare… un racconto lungo una vita… il racconto che sentiamo nelle parole di Gesù perché non sentiamo paura.

Certe volte sento un gran vuoto, ma poi mi dico: babbo è solo nella stanza accanto! Che strana la vita… quanto ti senti debole piccola incompleta! “Tutto è grazia!” direbbe il curato di campagna di Bernanos. Sì, tutto è grazia… Vi ricorderete il Piccolo Principe: certi legami ci sono perché mi hai addomesticato. E allora grazie a voi, all’Africa, al mio Istituto, alla famiglia, che mi hanno addomesticato… Ogni tanto resto un po’ selvatica, ma nel cuore c’è sempre un desiderio profondo perché quello che si fa non resti solo una facciata! E allora togliamoci le nostre maschere e guardiamoci da compagni di strada… “La strada è dischiusa davanti a te come un amico”.

I fatti come Rosarno non possiamo permetterli, perché “anche noi siamo stati stranieri” . Non possiamo tacere che se non c’è giustizia, la pace sarà lontana… Non solo la pace in Afganistan, Iraq, Congo, Palestina, Pakistan, ma qui nelle nostre città, nei nostri quartieri, nei nostri cuori. Perché la pace non si costruisce nel Palazzo di Vetro dell’ONU, ma nella “convivialità” delle nostre tavole! Questo mondo ha bisogno di colmare le sue profonde ferite, ha bisogno di colmare caverne  di solitudine del suo cuore. Ha bisogno di comprendere che da soli si va poco in là. Ha bisogno di parlare: abbiamo dimenticato l’alfabeto della consolazione, dell’essere prossimo con tutti! Ha bisogno di comunicare con la voce, i gesti, il colore e il luccichio degli occhi, in un mondo in cui si parla solo nel computer. Perché vedete un Bimbo ci è stato donato… e ogni piccolo, anziano, malato, povero, di un altro posto, è quel Bimbo lì… Gesù quando fa la voce grossa, non inveisce mai contro alle persone, ma al gesto, all’azione, ed è sempre pronto a iniziare una nuova avventura. Quando incontra la Maddalena, è la miseria che incontra la Misericordia.

E penso qui al servizio che fate tanti di voi: le persone della torta fritta per il Congo, i capi incontrati con i loro bambini e ragazzi, i sacerdoti con i giovani. Servire è l’unico verbo che fa commuovere il mondo. Per questo Gesù inventa la lavanda dei piedi: per dirci solo che sono i piedi che ti portano dagli altri e ti fanno entrare nella terra promessa che ogni uomo e  donna è per te.

Vorrei lasciarvi la speranza, la certezza, che c’è sempre una ragione per vivere, che sta a noi cercarla e portarla avanti.

Con affetto grande.

Grazie di tutto e grazie per tutto!

Suor Eugenia

14/02/2010

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 08:53
 
Slideshow is powered by phatfusion
Design by Next Level Design / Script by Joomla!