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Dove si trova la missione...

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Dalle lettere di Suor Eugenia...

“Signore, fai tutto tu, al resto ci penso io!”
Bello vero?
Suor Eugenia - Lettera Pasqua 2002

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LA MISSIONE DI SUOR EUGENIA

Suor Eugenia Travierso, missionaria delle Piccole Figlie a Uvira (Zaire) dal 1987, ci racconta della missione in cui si trova ad operare.


Uvira è suddivisa, se così si può dire, in sei settori.
A nord della città troviamo Kavimvira che dista pochi chilometri dal confine con il Burundi ed è zona di traffico, con dogana e commerci vari. Spostandoci a sud, a quattro chilometri troviamo Mulongwe, il centro commerciale di Uvira, con magazzini di tutte le specie e qualità. Qui vi è pure la moschea, a motivo del forte numero di abitanti arabo-musulmani. In questa zona, purtroppo, le tradizioni africane stanno scomparendo per l'avanzare delle idee occidentali.
Spostandoci ancora di due chilometri, troviamo la zona denominata Kimanga: è il centro amministrativo di Uvira, sede di tutti gli uffici e gli organismi destinati a provvedere al funzionamento della città. Qui è ancora possibile vedere le belle abitazioni lasciate dai Belgi, anche se fortemente deteriorate, dove ora risiedono le persone più facoltose del paese.
Ci spostiamo di altri quattro chilometri e, finalmente incontriamo Kalundu, sede della nostra missione. Kalundu è un'immensità di casette nascoste da secolari alberi di Mango. La nostra casa è vicino alla chiesa. Kalundu è il porto di Uvira, per questo il traffico è notevole, sia con l'estremo sud dello Zaire, sia con la Tanzania e il Burundi. Come in tutte le zone portuali, anche il via vai della gente è molto intenso.
A otto chilometri è situata Kabimba. Man mano che ci inoltriamo nel sud, sulle strade si vedono sempre meno automobili e molte più persone che vivono di piccolo commercio, realizzato "camminando".
E infine Makobola, a diciotto chilometri da Kalundu: è l'ultima fetta di questa grande città che si estende per 36 chilometri, più o meno sulle rive del Tanganica. Questa zona, oltre che di piccolo commercio, vive di pesca.
Alle spalle di Uvira vi sono le montagne con vari villaggi, disseminati qua e là, nei quali ci rechiamo almeno tre volte all'anno per lavoro pastorale. La visita a queste comunità di montagna viene realizzata tutta a piedi: sono i famosi "safari pastorali"!
Uvira presenta l'immagine di un paese che vorrebbe cambiare, ma purtroppo incontra tanti ostacoli... La sua gente, infatti, è accogliente, aperta, impegnata, ma il suo livello socio-politico, ultimamente, è sceso vertiginosamente... e quello economico è sotto zero. Eppure la gente continua a vivere... Sarà un miracolo? Oppure è la volontà di voler vivere nonostante tutto e tutti?
E' in questa realtà che la nostra comunità si impegna a fare qualcosa. Questi fratelli in situazione non favorevole, hanno diritto al nostro aiuto, proprio perché sono in tanta sofferenza. Uvira, come tante altre zone dell'Africa e del mondo, nonostante le sue risorse, è una cittadina che ha bisogno di tutto: di pane e di verità.
Quali le linee ispiratrici della nostra azione? Anzitutto, perché il nostro aiuto sia di promozione della persona, abbiamo fatto la scelta di aiutare i nostri poveri promuovendo in loro il senso di iniziativa e di responsabilità personale, e la gioia dell'onesto guadagno della vita. Quindi "no" alle facili elargizioni gratuite, al dare soldi... fra l'altro andrebbero a finire in birra!
Il nostro obiettivo, a breve e lungo termine, credo sia aiutare la gente ad essere contenta. La missione non è un'impresa aziendale... ma un piccolo segno della "gioia evangelica". Ed è questa gioia che, progressivamente, vuole donare a tutti, "fino alla sua pienezza".

QUALCHE INFORMAZIONE SUL CONGO

Il Congo, ex colonia Belga diventato indipendente nel 1960, è un paese di una vastità enorme: grande otto volte e mezzo l'Italia, ha una popolazione inferiore ai 50 milioni di abitanti. E' dotato di una ricchezza indescrivibile nelle sua foreste, seconde per estensione solo a quelle amazzoniche, di una potenzialità idrica ed idroelettrica pari a quella dell'Europa o di tutto il resto dell'Africa e di una capacità produttiva agricola che è ora sfruttata dalla popolazione esistente solo al 10%, come agricoltura di sussistenza. Soprattutto possiede inesauribili riserve minerarie pregiate di oro, diamanti, rame, cobalto, tungsteno, zinco, uranio, argento e da ultimo, in ordine di ritrovamento, di coltan, un raro minerale utilizzato nella elettronica super specialistica, in particolare per le testate nucleari; la esportazione di quanto viene estratto di questi minerali, viene effettuata da parte di grandi società a capitale straniero. Le ricchezze del paese, quindi, non sono sfruttate a beneficio della popolazione locale.Nel giro di pochi mesi, tra il 1996 ed 1998, sono scoppiate, una dopo l'altra due guerre: nella prima (Settembre 1996 Maggio 1997), con l'aiuto di truppe ugandesi e ruandesi, il congolese Kabila ha rovesciato il trentennale regime del dittatore Mobutu autoproclamandosi poi presidente. Nella seconda, scoppiata a partire dall'agosto 1998, si sono fronteggiati numerosi protagonisti, alcuni dei quali non dichiarati: una loro stima, effettuata fin dal 1999, ha evidenziato il coinvolgimento di una decina di governi, tra i quali Angola e Zimbabwe alleati del governo congolese e Rwanda ed Uganda a sostegno di diversi gruppi di ribellione antigovernativi: il terreno degli scontri è comunque quello della Regione dei Grandi Laghi, che pertanto si trova in balia di se stessa e dei diversi militari contendenti. La popolazione autoctona subisce le imposizioni di questi militari in uno stato di carenza ormai cronica di infrastrutture civili: non esiste telefonia pubblica, le banche sono chiuse da tempo per iperinflazione, gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie non sono stipendiati da anni e quindi operano solo per chi può pagare loro direttamente una retta, l'Università non può essere frequentata se non a costi molto elevati. La guerra è terminata a livello ufficiale nel 2003, ma è tuttora in corso in modo strisciante, con scontri fra varie fazioni di ribelli.

DOCUMENTO INTERVENTO UMANITARIO DELL’UNICEF RD CONGO - 22 novembre 2007

 
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