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Dalle lettere di Suor Eugenia...
“Signore, fai tutto tu, al resto ci penso io!”
Bello vero?
Suor Eugenia - Lettera Pasqua 2002
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| - Lettera Suor Eugenia Settembre 2009 |
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1 Settembre 2009 1 Settembre 1939 Miei carissimi amici, il cuore avrebbe tante cose da dire… Vediamo se le ricordo tutte… Non potevo far passare sotto silenzio questa data. Solo 70 anni!!! E sembra che si possa dire oggi: niente di nuovo sotto il sole… Kabul, Iraq, zona dei Grandi Laghi in Africa, Bangladesh, Filippine, Israele, Palestina… Ma c’è un pezzettino di questa umanità che possa vivere senza il terrore, sapere se arriva a domani? Pace… sembra parola non scritta nei nostri vocabolari. Pace… ma una pace fatta di convivialità. La legge sulla sicurezza… quale sicurezza? Della mia casa, quartiere, città… Se non ci sentiamo spodestati da questa “sicurezza”, forse non vedremo mai che nel volto di ogni uomo c’è la traccia di un infinito mistero. Gommoni rigettati indietro… Lampedusa vuota! Che tristezza… forse ci siamo dimenticati dei milioni di italiani nei cinque continenti… Fino a quando non metteremo nei nostri cuori la tolleranza, l’accoglienza, non sapremo mai cosa vuol dire “pace agli uomini che Egli ama”. Pace dove sei? Nelle fenditure di questa storia ti nascondi e non abbiamo la pazienza di cercarti… e noi siamo sempre più tristi, insofferenti, insoddisfatti… E’ stata un’estate molto movimentata. A Santa Cornelia, zona all’estrema periferia nord di Roma, si sono avvicendati più o meno più di 200 ragazzi/e per i campi di lavoro e missionarietà. Avventura stupenda dove tocchi con mano che tanti giovani sono ancora pronti a scommettere su questa umanità. Tra lavori (sufficientemente pesanti), cucina, problemi doccia e chiacchierate sulla nostra vita di cristiani, abbiamo passato un’estate all’insegna del servizio e dell’amore! Abbiamo imparato che la nostra età è costellata di “perle”: amicizia, voglia di mettersi in gioco, camminare, incontrare, ricevere… Sta a ciascuno di noi infilarle nel filo della nostra vita per avere una collana di perle… Oggi è un buon giorno per vivere e giocare insieme, aiutare gli altri, imparare a perdonare, imparare ad ascoltare, diventare poveri! Abbiamo preso la Samaritana come compagna di viaggio… sulle orme di Paolo! Lascia la brocca… cioè la sua vita, il suo vissuto, per gridare “Venite a vedere chi ho incontrato!”. Sarà la stessa frase che Gesù dirà a chi gli chiedeva dove abitava: “Venite e vedrete!”. La mia inadeguatezza… “Temo che il giorno finisca prima che me ne accorga e l’ora dell’offerta passi via…” Dio, hai un minuto anche per me? E’ stata questa, penso, la certezza che i ragazzi hanno portato a casa… che Gesù è un amico vero, maestro unico, persona viva, E’ con questo pozzo di grandi desideri che assieme a questi ragazzi (e dietro a loro tutti voi: dai “ragazzi/e“ della torta fritta., ai gruppi di Reggio Emilia, ai nuovi amici della Sicilia…) ci buttiamo nell’Africa, in Congo, sulle sponde del Lago Kivu, nella città di Goma, per sfidare ancora Dio come fece Giacobbe sulle rive del Giordano: “Non ti lascerò andare se non mi dici il tuo nome”. Combatterono fino all’alba. Chi vinse? Non lo ricordo, ma credo che il nostro Dio intervenga sempre quando si grida il nostro sconcerto, la nostra amarezza! E allora c’è il progetto di una scuola a Goma (ormai ne avete costruite tante…) che possa essere d’aiuto agli innumerevoli bambini scappati dai villaggi dopo i disordini dell’autunno scorso. I poveri continuano a morire tra silenzio e indifferenza, i poveri continuano a soffrire soprusi e ingiustizie. Sono i veri eroi di questa storia dove conta l’apparenza, l’applauso e una gloria che dura solo qualche metro di tappeto rosso. C’è un dono totale del cuore… a chi vuole sporcarsi ancora le mani con fratelli e sorelle che hanno avuto meno di niente… Bisogna buttare via il cuore tutte le sere… e allora il Signore della vita lo viene a raccattare fra la gente per restituircelo, perché continuiamo a vivere… Ma a coloro ai quali buttiamo il cuore sembrerà di andare a casa con la convinzione certa di avere dentro di sé il nostro cuore… Siamo chiamati a questo amore… E allora grazie che condividete questo amore per l’Africa. Grazie che non ci fate sentire sole per dire a tanti, a tutti, che Dio non si è stancato dell’umanità fino a quando si affacceranno bambini su questa terra così bella e tragica. Grazie che ci date il vostro cuore… Solo in una libertà sconfinata, che non conosce barriere, si può svendere il nostro cuore… e allora troveremo Dio come premio! Una scuola che avrà i colori di una “nuova generazione”, una scuola che parlerà “ho un sogno… che i miei figli non saranno giudicati dal colore della pelle, ma dai valori con cui vivranno “ (M.L. King). Una scuola che sentirà il grido di un popolo oppresso, ma in piedi!!! Una scuola che sentirà i profumi dei fiori, del lago, dei bambù, dei bambini. Una scuola che gusterà i frutti del mango, dell’avogado, della mapera, e l’odore dei quaderni e dei bimbi. Una scuola che toccherà quanto questi bimbi hanno bisogno di un cuore per volare… Grazie fin d’ora. Grazie di tutto e per tutto. Grazie anche da chi non ve lo dirà mai! Ma Gesù ci dice che i conti li farà lui: “L’avete fatto a me!”. Grazie, grazie con riconoscenza Suor Eugenia P.S. Dal 4 al 25 ottobre ci sarà a Roma il Sinodo dei Vescovi Africani. Il tema è intrigante: “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”. Io vorrei aggiungere “e del perdono”: è un atteggiamento non facile né semplice… ma potremo sempre chiedere un aiuto alla Nostra Regina Maria, perché resti con noi nelle nostre case, lavoro, scuola, sport, perché viaggi con noi sulle strade della nostra vita. |




