- Lettera Tempo Pasquale 2013

LETTERA TEMPO PASQUALE 2013

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Un discepolo si era macchiato di una grave colpa. Tutti gli altri reagirono duramente, condannandolo. Il Maestro, invece, non reagì e non lo punì. Uno dei discepoli non seppe trattenersi e sbotto: “Non si può ignorare ciò che è accaduto: dopo tutto, Dio ci ha dato gli occhi!”. “E’ vero, ma anche le palpebre!” replicò il Maestro.

Miei carissimi amici,

sempre in ritardo sulle date autentiche, ma sempre costantemente vicina alla vostra storia, che mi fate arrivare con tanta tenerezza.

Viviamo in apprensione per questa pezzo d’Africa che ormai conosciamo troppo bene. Ma il Signore ci insegna che le Eucaristie Africane sono sempre dei piedi da lavare e piedi d’amore. Lui ci insegna ad amare fino in fondo. Non ha limiti perché l’amore va oltre ogni limite e misura. Perfino oltre la morte e la vince. Gesù non va d’accordo con la matematica perché moltiplica il risultato della divisione (la moltiplicazione dei pani).

I piedi in Africa hanno un valore grande, solo chi cammina riesce a vivere, procurarsi quello di cui ha bisogno… sulla terra rossa. E quindi sono piedi devastati: polvere, fango, sole, ma sempre piedi pieni di vita, di storie, d’incontri, di speranze. Piedi pieni di strada fatta per andare ai campi, al pozzo, al mercato, nei villaggi vicini, all’ospedale.

E in questo le donne hanno sempre la prima fila, sono le regine, 30-40 Km sotto un sole cocente e, sulla testa, le pentole o le povere cose e sulla schiena il bimbo. Questi piedi sono da baciare e amare… Ecco perché a loro il merito di trovare il sepolcro vuoto.

Era già successo: una donna che infrange il suo vasetto di alabastro contenente nardo purissimo e la casa si riempie di questo profumatissimo nardo.

Grazie a tutti coloro che non hanno avuto timore di spezzare il loro vasetto e aiutare chi stava tra la vita e la morte. Grazie a tutte le persone che ho incontrato e non hanno avuto timore di tenere fisso lo sguardo su questa donna del Vangelo che infrange il proprio profumo per far felici gli altri, anche se a miglia di distanza.

C’è un mistero di amore e di profonda intesa tra chi si mette in ascolto dei poveri, di quelli che non hanno voce, “i fuori” e Dio. C’è una relazione d’amore puro e profondo che ognuno di noi è chiamato ad avere. E quindi grazie a tutti coloro che ci fanno essere ponte per portare una luce, anche se piccola come una candela.

Ah, le donne Africane, una grandezza infinita… Eppure, nel Congo, hanno l’inferno nel loro corpo, è come se fosse un campo di battaglia. Lo stupro è una strategia di guerra.

La MONUC, la missione ONU in Congo, è capace solo di contare i morti dopo battaglie sbrigativamente attribuite a faide etniche e che invece mirano al controllo di immense e maledette ricchezze minerarie: oro, diamanti, coltan (formato dai minerali di colombite e tentalite) da cui viene estratto il tantalio, un minerale molto duro e resistente alla corrosione, usato nelle produzioni missilistiche.

E io mi domando, mi chiedo: dono e quindi siamo? Donare, scambiare, condividere, per una società più equa.

Grazie a voi che ci insegnate che il dono non è un obbligo, che bisogna donate per condividere. Le persone che aiutate capiscono veramente la sofferenza non solo nelle loro vite, ma nel mondo. Ecco perché per le Regine dell’Africa il senso del Natale è tutti i giorni dell’anno.

Grazie a voi che ci aiutate ad essere un pensiero costante di amicizia e gratitudine. Loro, le Regine, ci insegnano nuove speranze, nuove giustizie e non guardano se il loro martirio è lungo, non sarebbero Madri!

Grazie alla vostra generosità che ci fa arrivare ai sofferenti delle guerre con la promessa di non dimenticare. Grazie a tutti voi che passate di qui e regalate un attimo di voi a leggere queste righe e pensate a chi è lontano. Che il vostro starci vicino porti volontà di impegno, per la vita, verso la salvezza dai conflitti che non possono permetterci di vivere in pace.

Sto preparando un Clan di Rubiera che andrà in una delle zone più difficili dell’Africa, Karakochie Kibea, la grande bidonville, discariche di Nairobi…. io non ci potrò essere, ma non è importante. I capi sono in gambissima e là troveranno una ragione per vivere e sperare.

Bisogna imparare a donare per convivere. Mai stancarsi di domandarsi: perché si dona? Ci vuole altruismo, passione.

Per questo vi dico grazie che non vi stancate di sostenerci anche se è dura, anche se non si comprende che giochi politici ci siano per destabilizzare un pianeta. Il nostro stare troppo bene qui, cosa comporta… A me quello che fa paura non è l’odio perché, come diceva Padre Kolbe “L’odio non costruisce nulla, solo l’amore conta”. A me fa paura l’indifferenza: quella che ti fa girare la testa per non vedere, quella che ti fa cambiare canale per non sentire, quella che non fa leggere perché tu non sappia.

L’amore che voi date a chi è dimenticato da tutti vi resterà per sempre… Ci deve scuotere dal torpore, in cui quotidianamente cadiamo, il volto di tanti fratelli e sorelle schiacciati per 30 dollari al mese. Il vostro esempio è grande, perché date con generosità senza sapere cosa si fa, dove vanno a finire, vi fidate ed il nostro grazie è grande.

Grazie a tutti coloro che lavorano per noi, dalla Sicilia all’Alto Adige, dal Friuli alla Calabria: niente andrà perduto, statene certi. Il vostro calore, il vostro affetto arriva fino là…

L’egoismo non c’è se ognuno di noi pensa che ha mille ragioni per dire “grazie”. Gesù ci dona la pace, la sua pace perché sia con noi, che non vuol dire assenza di guerre, ma un amore folle che ci fa scavalcare tutto! Bisogna cavalcare l’onda giusta per metterci in sintonia con i poveri della terra, con i fragili dell’umanità. “Non chiedermi come sto, ma dimmi cosa c’è fuori”.

“Mio caro bambù, ho bisogno del tuo cuore per scavarti e far passare acqua che arriverà a irrigare campi di riso” dice una leggenda indiana. E ogni volta che accetto questo, so di portare vita.

Lui è morto abbandonato da tutti. Ma una donna ha avuto il coraggio di andare e chiedere dove era il corpo.

A voi, a me, auguro questo: “che il Figlio di Dio cresca in te e diventi una gioia che niente e nessuno potranno toglierti mai”

Un forte, grosso abbraccio

Suor Eugenia

Вот женился он и "Основы психологии Конспект лекций" через год умер.

Энн не интересовали поиски воды.

Мы водрузили над ними общий памятник, потому что рассортировать их по отдельным гробам было бы сложнее, чем снова сложить из кусочков два батона нарезанной салями после того, как их уронили на пол.

Возможно, что при программировании вкралась ошибка, схожая с вирусом.

Двое в камуфляже ждали по обе стороны этого темного проема.

Фауст занял отдельный столик, чтобы никто не мешал ему предаваться размышлениям, пока "Бухгалтерский учет внешнеэкономич. деятельн. Учеб. пос." служанка будет ходить за вином и готовить ему порцию жареного поросенка с картофелем.